Va male per tutti

Dopo la recente affermazione del centrosinistra alle elezioni regionali, si sono formati, in questi giorni, i nuovi governi. E' certamente presto per fare qualsiasi valutazione che intendo riservare agli atti e fatti futuri, ma sarà interessante esaminare i rapporti con gli agricoltori perchè i problemi da risolvere sono molti e gravi.

Ortofrutta - La rivolta di Cesena del "Gruppo trasversale degli agricoltori romagnoli" è stata un vero e proprio processo alla vecchia politica agricola. La crisi è grave e si rischia il dramma ed anche la 22a edizione di Macfrut si è svolta nel segno della crisi. Tanto che il ministro Alemanno, all'inaugurazione, pur annunciando una campagna di comunicazione per la promozione del prodotto fresco, ha invitato ad organizzarsi che deve vendere e a non scaricare sul MiPAF colpe che non ha. Atteggiamento emerso, peraltro,in una riunione ristretta e riservata voluta dal ministro al massimo livello di settore. Sembra che anche questa volta la vecchia abitudine di attribuire la colpa al Ministero sia stato unanime. Ma Alemanno non ci sta e la situazione è in stallo. Piano ortofrutticolo e altre amenità del genere non incantano più nessuno, ma serve qualche spunto per "stanare" i resistenti. Consiglio loro di sbrigarsi perchè gli agricoltori li staneranno presto al grido "le organizzazioni sindacali, dei produttori e le cooperative sono le nostre! Riprendiamocele perchè tornino ad operare con il fine di massimizzare il reddito d'impresa".

Bietole e zuccheri - Le notizie che arrivano da Bruxelles sulla riforma della OCM zucchero fanno presagire per l'Italia una vera e propria catastrofe capace di colpire al cuore la bieticoltura italiana. Ancora una volta la politica agricola della UE avviata dall'ex commissario Fischler si accinge a provocare ulteriori danni gravi all'Italia. Ed è inimmaginabile pensare che tutto ciò sia avvenuto nel più rigoroso silenzio di Romano Prodi, all'epoca Capo del Governo UE nel quale Herr Fischler ha rivolto tutte le sue trame all'Italia. Romano Prodi sapeva o no? Qualcuno lo informava prima dei guasti all'Italia provocati da Fischler? Si rendeva conto o no che il suo Governo agiva contro il suo Paese? Su questi punti mi piacerebbe sentire la voce del prof. Paolo De Castro, consigliere di Prodi alla UE e già ministro agricolo nei governi D'Alema. Non se ne può più di questa Unione Europea, matrigna cattiva di un'Italia che invece l'ha sempre amata. Sale tra la gente la voglia di autonomia.

Assicurazioni agricole - Ne parlo perchè è un problema serio sul quale questo giornale è intervenuto a lungo con l'autorevole esperienza del nostro Reno Fracasso. Ebbene il lamento di un agricoltore denuncia la "strana" situazione di ASNACODI, organismo di mera rappresentanza degli agricoltori che, con il pretesto di agire in nome e per conto, si traveste da agente di assicurazioni e diventa soggetto attivo del mercato, cioè controparte degli agricoltori. Inquieta il fatto che ASNACODI, pur non vigendo alcun obbligo di legge, impone una polizza integrativa che in realtà è solo facoltativa. Ma inquieta ancor di più la trama di "strani" rapporti tra Coldiretti, ASNACODI, Wyllis e Green Assicurazioni. Le assicurazioni agricole sembrano attività esclusiva del pianeta Coldiretti, tanto che sul tema, Confagricoltura e CIA non fanno sentire la loro voce. Perchè?

Il debutto di Vecchioni - Dopo alcuni mesi dall'insediamento del nuovo presidente di Confagricoltura, il 12 maggio è avvenuto a Roma finalmente "Il battesimo di Vecchioni". Una manifestazione alla quale sono intervenuti il presidente Silvio Berlusconi con i ministri Gianni Alemanno e Altero Matteoli e Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Confindustria, che ospitava il convegno. Una Confagricoltura rinnovata e rappresentata da un presidente giovane qual è Federico Vecchioni, che ha "scaldato" gli animi dei suoi associati. Ma che ha dato anche spazio a Gerardo Diana, presidente dell'ANGA, confermando la linea giovane di rinnovamento. Il successo del debutto comporta però che si compiano subito passi decisivi. Mi sembra insispensabile e propedutico ad una performante azione comune, il riequilibrio dei pesi sindacali di ciascuna Confederazione, da rinegoziare in incontri riservati. La crisi di rappresentanza non è una fantasia e nessuno la sottovaluti o pensi di governarla alla vecchia maniera. Con i giovani, per fortuna, non funziona più.

I Movimenti - A Cesena, il 14 aprile, ho sentito gli agricoltori ammonire presidenti e direttori di Confederazioni, OP, Cooperative ricordando loro che "siamo noi i vostri datori di lavoro". Si vogliono riappropiare delle loro strutture per difendere e massimizzare il reddito d'impresa. Non sono più disposti a cedere le loro pesche a 20 centesimi al chilo per vederle poi vendere al 500% in più. Lo stesso discorso vale anche per il pomodoro, gli agrumi e via elencando. Ma le beffe non finiscono qui. Tutto questo ha fatto proliferare i movimenti spontanei degli agricoltori da Nord a Sud. Sono nati perchè non si sentono rappresentati dalle cosiddette Organizzazioni professionali, e la loro aggregazione può dare uno scossone autentico all'attuale regime agricolo e potrebbe influenzare anche la politica del Governo. Per queste ragioni, quando va male per tutti, come adesso, la ripresa del dialogo e un'azione comune sono lo strumento che può ridare unità di intenti.

Vittorio Barreca

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